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Tuteliamo chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro

Proposta di legge per il riconoscimento dell’infortunio in itinere


 

Al Presidente del Senato Al Presidente della Camera dei Deputati Proposta di legge FIAB

Nell’ambito delle politiche a favore della mobilità sostenibile e, in particolare, dell’incentivazione dell’uso della bicicletta, all’art. 12 del decreto legislativo n. 38 del 23/2/2000, dopo la frase “L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato” è aggiunto quanto segue : “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico.”

 
 
 



Presentazione

L’art. 12 del dlgs n. 38/2000 (nota 1) ha introdotto nella legislazione riguardante l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (testo unico) l’“infortunio in itinere”, già precedentemente riconosciuto sulla base di interpretazioni giurisprudenziali.
E’ tutelato l’infortunio, subito dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora abituale al lavoro e ritorno, sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici. Per quanto riguarda il mezzo privato, invece, l'uso deve essere "necessitato" (non esistono mezzi pubblici, non coprono l'intero tragitto o gli orari non coincidono con quelli del lavoro, ecc.).
Di conseguenza la scelta della bicicletta per recarsi al lavoro è considerata alla stregua di qualsiasi altro mezzo privato (auto, motociclo) e, pur sussistendo tutti gli altri elementi previsti dalla legge, è respinta la domanda di indennizzo del ciclista che subisce un infortunio ma che avrebbe potuto usare il mezzo pubblico.

Ci sembra che l’uso della bicicletta sia da considerare socialmente utile e meritevole, alla stregua di quello del mezzo pubblico.
Chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro va tutelato perché aiuta l’ambiente (non inquina non fa rumore, non consuma carburante, ecc.) e, se non usa l’auto contribuisce a diminuire il traffico e la congestione urbana, se non usa il mezzo pubblico contribuisce a rendere meno affollato il servizio.
Inoltre l’uso della bicicletta, in un certo qual senso, può essere “necessitato” da motivi personali ed economici importanti: il lavoratore risparmia l’abbonamento al mezzo pubblico, in molti tragitti è più veloce del mezzo pubblico – per il quale vanno considerate anche le attese, i ritardi, il disagio per l’affollamento- e fa pertanto risparmiare tempo ed inutile stress, permette anzi di svolgere un sano movimento (fisicamente e psicologicamente migliore che imbottigliarsi nel traffico con l’auto o accalcarsi in mezzi pubblici ormai ovunque al limite della capienza).
Più in generale la FIAB ritiene che, nell’ambito delle politiche a sostegno della Mobilità Sostenibile debba rientrare a pieno titolo l’incentivazione della bicicletta e che, pertanto, sia necessario attivare, in ogni possibile ambito legislativo ed amministrativo, provvedimenti che ne favoriscano e ne tutelino l’uso.
L'introduzione di una tutela assicurativa dell’uso della bicicletta nei tragitti lavorativi, se da una parte costituisce sostegno concreto, e per così dire "rafforzato", dell'utenza debole della strada, alla quale appartiene il ciclista, dall'altra induce ad una consapevolezza diffusa del problema della sicurezza di tali utenti anche da parte degli enti assicurativi pubblici che, come è noto, sono oggi istituzionalmente preposti non solo al risarcimento dei danni ma soprattutto alla prevenzione degli incidenti lavorativi.
Se, alla luce di tanti tragici fatti, il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro è ormai giustamente considerato una priorità politica, altrettanto si può dire di quello della sicurezza stradale, dove politiche più incisive sono ormai inderogabili.

Nota 1
ATTUALE LEGISLAZIONE
DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2000, N. 38

"Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144".

Art. 12 (Infortunio in itinere)
All’articolo 2 e all’articolo 210 del testo unico è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L’interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l’assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida".

 

 

Perchè la bicicletta? - Perchè gli "Amici della Bicicletta"?

Un contributo dagli amici di Verona 

 

 

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Alto Adige, Trenitalia penalizza i ciclisti

27 Maggio 2007

Costa il doppio trasportare le bici sui treni regionali
La Fiab ai cicloturisti: "Andate in vacanza in Trentino o in Tirolo"
Trasportare la bici al seguito sui treni regionali della Provincia autonoma di Bolzano ora costa il doppio. Trenitalia ha portato a 4 euro il costo del biglietto supplemento bici e ha ridotto la validità del titolo di viaggio ad una sola corsa. Nel resto d'Italia il biglietto bici+treno, valido solo per i regionali, costa euro 3,50 e la validità è di 24 ore dal momento dell'obliterazione: in quell'arco di tempo si posso fare quanti viaggi si vogliono per un chilometraggio illimitato.

La Federazione Italiana Amici della Bicicletta non ci sta e aggiunge la sua protesta a quella dei ciclisti altoatesini: tutti indignati per tale iniziativa di Trenitalia e della Provincia autonoma di Bolzano che discrimina il ciclista e penalizza fortemente la mobilità sostenibile in un momento come l'attuale in cui l'emergenza climatica a livello planetario dovrebbe imporre l'assunzione di saggi provvedimenti finalizzati a incentivare ogni forma di mobilità urbana e turistica ad emizzioni zero, come il trasporto combinato bici e treno.

In una nota indirizzata all'Assessore al turismo e mobilità della Provincia di Bolzano, alla Direzione regionale Alto Adige di Trenitalia oltre che a quella nazionale, il Responsabile Fiab per l'intermodalità treno + bici, Romolo Solari, chiede di rivedere il provvedimento, annunciando che la Fiab è pronta ad invitare i cicloturisti ad andare in vacanza in Trentino o in Tirolo dove il biglietto bici + treno costa meno: nella confinante provincia di Trento il servizio bici + treno è stato ridotto ad 1 euro e nell'altrettanto vicino Tirolo austriaco il supplemento giornaliero per la bici costa solo 2,90 Euro.

"Raddoppiare di fatto il costo del trasporto della bici sui regionali è un'iniziativa ingiustificata in quanto il servizio in Alto Adige non è certamente migliore di quello delle provincie limitrofe. Anzi quello del Tirolo austriaco è di gran lunga migliore", dichiara Romolo Solari. "Chiediamo pertanto a Trenitalia ed all'Amministrazione Provinciale di Bolzano di voler riconsiderare il provvedimento che disincentiva la mobilità sostenibile e vanifica i notevoli sforzi, anche economici, che le autorità locali stanno facendo per dotare la provincia della migliore rete ciclabile d'Italia. Da parte nostra provvedimenti iniqui nei confronti dei ciclisti come questo non potranno che farci consigliare alle sempre più crescenti masse di cicloturisti, ciclovacanze in provincia di Trento e nel Tirolo austriaco piuttosto che in provincia di Bolzano".

Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
 

Dal Ministero dell'Ambiente arrivano i nuovi ecoincentivi per le due ruote

11 Giugno 2007

Fondi per 15 milioni di euro e sconti fino al 30% per chi sceglie di rottamare il vecchio ciclomotore
Dal sito minambiente.it, articolo dell'11 giugno 2007

Partono da oggi (11 giugno 2007, ndr) i nuovi ecoincentivi del Ministero dell'Ambiente per le due ruote. Si tratta di 15 milioni di euro complessivi, di cui 1,5 milioni dedicati ai motori elettrici, con l'obiettivo di raggiungere la vendita di 2.150 ciclomotori di questo tipo e con sconti fino al 30% del listino per l'acquisto di nuovi ciclomotori di ultima generazione o biciclette elettriche. La campagna lanciata dal Ministero nell'ambito delle politiche di miglioramento della qualità dell'aria, è frutto di un accordo con Confindustria Ancma (associazione nazionale ciclo motociclo accessori), nato con l'obiettivo di svecchiare il moto auto nazionale, eliminando gradualmente dalla circolazione i ciclomotori più datati e inquinanti sostituendoli con mezzi a basso o nullo impatto ambientale. Il provvedimento permetterà a tutti i cittadini che sceglieranno di rottamare il vecchio ciclomotore, euro zero o costruito fino a tutto il 2001, di ottenere contributi significativi: la copertura totale delle spese di demolizione anche senza contestuale acquisto del motorino; il 30% del listino fino a un massimo di 250 euro per l'acquisto di una bicicletta; il 30% del listino fino a un massimo di 1000 euro per un motociclo o quadriciclo a trazione elettrica; il 30% del listino fino a un massimo di 700 euro per un ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita; il 15% del listino fino a un massimo di 300 euro per un motorino Euro 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo (2,3 lt per 100 km); l'8% del listino fino a 150 euro per un ciclomotore Euro 2 a 2 tempi.

"Credo che l'accordo di oggi dimostra che si possono fare intese e che il ministero dell'Ambiente sostiene l'industria innovativa del paese" ha sottolineato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio presentando l'accordo insieme al presidente di Ancma, Guidalberto Guidi. "Per il trienno - ha ricordato - abbiamo messo in movimento 210 milioni per i piani di qualità dell'aria, 270 milioni per il Fondo nazionale della mobilità sostenibile, oltre ai 10 milioni per il car sharing e 20 milioni per la diffusione di mezzi al metano e la realizzazione di una miglio rete di distribuzione. Sono cifre, anche se non bastano, per ora dobbiamo mettere in moto anche i piani per Regioni, Province e Comuni. Li vogliamo aiutare e per questo abbiamo messo in piedi un tavolo nazionale per la mobilità sostenibile. E' la dimostrazione della volontà di agire".

Le novità dell'accordo, ha spiegato Pecoraro Scanio in conclusione, costituiscono "il 100% del contributo per la demolizione del ciclomotore, per chi decide di andare con i mezzi pubblici", con l'obiettivo di "far circolare meno e meglio" e di sosteneve "l'incentivo all'elettrico".

Rispetto a questi motorini, spiegano dal ministero, l'ultima generazione di ciclomotori abbatte le emissioni di Co2 del 90%. "Nell'accordo - aggiunge il ministro - abbiamo previsto anche 200 milioni per il monitoraggio dei risultati". Sulla stessa linea il presidente di Ancma, Guidalberto Guidi. Questo accordo "è uno degli esempi con il quale si può dimostrare che industria e ambiente possono andare d'accordo", spiega Guidalberto, che aggiunge "non so dire di quanto si ridurranno le emissioni di Co2 nelle nostre città, ma senza dubbio sarà molto". L'Ancma, infatti, stima che al traino degli ecoincentivi le vendite del settore saliranno del 20% nell'anno e si otterra' un significativo vantaggio ambientale soprattutto dalle sostituzioni con i veicoli elettrici i quali permettono una riduzione media dell'inquinamento del 90% rispetto al vecchio euro 0.
 
 

Bici pubbliche a Parigi, un vero boom

05 Agosto 2007

Quando le biciclette fanno bene al traffico e all'economia
A soli 15 giorni dall'entrata in funzione di "Vélib", il servizio di noleggio bici pubbliche di Parigi, già si registrano i primi successi: 80.000 persone utilizzano ogni giorno le 10.648 biciclette pubbliche disponibili nelle 750 stazioni dislocate nell'intera città. Ciò è la conferma che per spostamenti brevi urbani la bicicletta è il mezzo più conveniente e più competitivo di qualsiasi altro mezzo di trasporto cittadino. Inoltre circa 80.000 auto vengono lasciate a casa senza, per questo, che il commercio o l'economia della città si blocchi, come invece si grida qui da noi quando un qualche benchè piccolo intervento per favorire la mobilità ciclistica urbana viene intrapreso da una qualche Amministrazione comunale.
"Vélib" (da Vélo e Liberté), non a caso definito il più ambizioso progetto al mondo di bici a noleggio anche perchè si propone di raddoppiare il numero di bici pubbliche e quello di stazioni di prelievo entro fine anno (20.600 e 1451), rappresente una buona pratica dal punto di vista economico. Insieme al "VeloV" di Lione (il serivizio di bici pubbliche inaugurato un paio di anni fa con 2.500 biciclette a disposizione in 175 postazioni, di cui ogni bici è usata d'estate da 30 persone al giorno"), la realizzazione e la gestione del servizio non solo non costa un solo euro alle casse del Comune ma porta introiti per tasse di concessione. Inoltre, ed è un altro dato significativo, è interamente finanziato dai privati con i proventi della gestione gli spazi pubblicitari.

Considerato che è indubbia l'utilità del servizio quale contributo significativo anche in termini di educazione alla mobilità alternativa e sostenibile, viene voglia di chiedersi: perchè da noi, in materia di traffico, i privati finanziano solo parcheggi sotterranei, ritenuti da tutti - erroneamente - la soluzione ai problemi di mobilità? Chissà che l'esperenza di Parigi non insegni qualcosa di nuovo ad amministratori, imprenditori e cittadini.


Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
 

Mobilità ciclistica a Lione, viaggio di studio Fiab

23 Settembre 2007

Iniziativa formativa per Amministratori pubblici e tecnici degli enti locali
Grande interesse sta suscitando, tra amministratori pubblici e tecnici progettisti, il prossimo viaggio di studio in Francia, a Lione, messo a punto dalla FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus nel quadro delle attività formative rivolte alle pubbliche amministrazioni, per conoscere le "migliori pratiche in Europa a favore del trasporto ciclistico urbano".
Obiettivo del viaggio di studio: andare sul campo per visitare, incontrando i responsabili del progetto, il modello organizzativo di "VeloV", il servizio di bike sharing (4.000 biciclette pubbliche disponibile in 340 postazioni ininterrottamente per 24 ore al giorno), accessibile con carta magnetica prepagata.

Tale servizio, funzionante da due anni nell'area metropolitana di Lione, insieme ai provvedimenti di moderazione del traffico (dotazioni infrastrutturali e provvedimenti viabilistici per la circolazione sicura della bicicletta a livello urbano), pure oggetto di studio, negli ultimi due anni ha totalmente cambiato il volto della città e le abitudini di residenti e turisti.

Chiunque fosse ancora interessato può richiedere il programma dettagliato a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo oppure scrivere o mandare un fax a: FIAB onlus - Via Borsieri 4 - 20159 Milano - tel/fax 02.69 311 624

Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
 

Lione, città ciclabile allo studio di amministratori pubblici e tecnici italiani

28 Ottobre 2007

Un'altra iniziativa formativa della Fiab, ma solo il nord Italia ne approfitta
Treviso, Lodi, Milano, Varese, Lecco, Padova, Brescia, Verona: provengono tutti dal nord Italia i venti partecipanti, tra amministratori pubbici, funzionari e liberi professionisti che lunedì e martedì, 29 e 30 ottobre prossimi, a Lione (F), parteciperanno ad un viaggio di studio promosso ed organizzato da FIAB onlus, per conoscere da vicino le più significative esperienze a favore del trasporto ciclistico urbano e di parteciapzione attiva dei cittadini. La partenza dalla stazione di Milano oggi pomeriggio, domenica 28, alle 16.
Sotto i riflettori dell'iniziativa formativa, coordinata dal direttore della Fiab Luigi Riccardi: 
1) "Vélo'v", il sistema di biciclette in servizio pubblico che ormai conta 4.000 bici a disposizione di cittadini e turisti; 
2) la Maison du Vèlo, una struttura affidata dall'Amministrazione comunale di Lione alle associazioni dei ciclisti urbani che lì hanno creato un centro di documentazione e studi sulla pianificazione ciclabile, una cafferia quale luogo di incontro e di iniziative culturali (presentazione di libri, conferenze, dibattiti) ed una ciclofficina attrezzata di tutto punto a disposizione di oltre 1.500 iscritti;
3) le velo-stazioni di Lione, vale a dire le strutture dedicate al deposito, noleggio e riparazione delle biciclette nella stazione ferroviarie;
4) visita guidata in bicicletta alle principali infrastrutture ciclabili cittadine

Lunedì mattina al loro arrivo a Lione, i partecipanti al "master" di mobilità ciclistica saranno rivevuti dal Vice presidente della Grande Lione, la città metropolitana di Lione, e dai rappresentanti di JC Decaux, la principale società francese di produzione e gestione di bici a noleggio con carta magnetica o di credito.

Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
 

Conferenza Nazionale Bicicletta - Come è andata...


di Eugenio Galli

Si è conclusa a Milano la Prima Conferenza Nazionale della Bicicletta "Inbici - Due ruote per il futuro", organizzata dal Ministero dell'Ambiente e dalla Provincia di Milano (9-11 novembre 2007)Tre giorni di dibattiti, seminari, fitti incontri che hanno visto affrontare, per la prima volta in Italia, i temi della mobilità ciclistica in un'ottica non più di settore ma "trasversale", con una visione finalmente strategica, aperta e complessa, coinvolgendo in termini partecipativi la rete associativa, con i suoi centri di competenze, e i cittadini, insieme ai grandi decisori, alle istituzioni, agli enti locali, agli amministratori e ai tecnici, alle aziende e agli enti.Tre giorni per discutere, per confrontarsi, per capire cosa manca in Italia per far decollare una vera, concreta politica della mobilità ciclistica, quali contenuti essa debba avere, quali passi sono necessari, e per riflettere in modo informato sulle tante nostre arretratezze ma anche sui molti spunti positivi che pure si affacciano nel frastagliato orizzonte della nostra penisola.


Molta è ancora la strada da percorrere perché si possa finalmente vedere affermato il principio che l'Italia non è solo "lunga", nella sua estensione territoriale, ma anche veramente "una" ed europea a pieno titolo, in fatto di mobilità sostenibile.

Come ha autorevolmente osservato nel suo intervento Manfred Neun, presidente di European Cyclists' Federation, se anche solo un decimo di quanto emerso nel corso della Conferenza troverà attuazione, per l'Italia sarà una vera rivoluzione. Una rivoluzione dolce e leggera, su due ruote. Ma con effetti straordinari.

Da qui è nato un doppio impegno: quello di rendere la Conferenza un appuntamento di confronto a cadenza biennale itinerante in Italia, sul modello di Velo-City, e quello, fatto proprio esplicitamente dal Ministro dell'Ambiente al termine della conferenza, di istituire un Servizio nazionale per la Mobilità Ciclistica.

E' stata purtroppo rilevata la mancata copertura informativa dei principali media nazionali che, con qualche lodevole eccezione, hanno "bucato" l'evento. Si è infatti parlato soprattutto dei pesanti disagi del traffico automobilistico in occasione del Salone del Ciclo e Motociclo alla Fiera di Rho, delle code chilometriche, dell'inadeguatezza di strade e parcheggi, delle insufficienze del trasporto pubblico, del grande affollamento di visitatori, della presenza di Vip. Ma, a proposito di "scomparsa dei fatti", la Conferenza della bici è rimasta nell'ombra.
C'è da chiedersi, e su questo crediamo occorra riflettere seriamente tutti insieme, pur nel rispetto dei diversi ruoli, come si possa promuovere un cambiamento culturale condiviso, davanti alle note e annose difficoltà che la mobilità dolce trova storicamente nel nostro Paese, se occasioni come questa - che non vogliono essere mere passerelle, ma costituire un punto di approdo significativo con la messa a fattor comune di esperienze importanti e spesso ancora isolate - non trovano attenzione e restano confinate, quando va bene, alle pagine locali o alla esperienza dei singoli partecipanti, per quanto numerosi e qualificati essi possano essere.

Dopo i saluti istituzionali, il dibattito di apertura di venerdì, moderato da Paolo Garimberti, ha visto da subito aprirsi il confronto con alcune realtà europee, direttamente dalla voce dei protagonisti: il Bicycle Master Plan della Germania (relatrice Dagmar Meyer, Ministero federale per il Traffico), Monsieur Vélo e il caso di Parigi (con il rappresentante del Governo francese Hubert Peigné, coordinatore delle politiche per la mobilità ciclistica), l'esperienza spagnola delle Vias Verdes, riportata dalla responsabile Carmen Aycart Luengo, e la posizione dell'Unione Province Italiane sul tema della bicicletta nelle politiche di governo del territorio tra mobilità quotidiana, programmazione e interventi, esposta dall'assessore Pietro Mezzi. E ancora: la relazione di Luigi Riccardi, direttore FIAB, sulla bici come strumento ecosostenibile nelle politiche per gli spostamenti quotidiani, per il turismo e per la salute, quella del responsabile del settore amatoriale della Federazione Ciclistica Italiana, Carlo Zuccaro, sul ruolo della bici nell'educazione all'ambiente e allo sport.

Partendo dagli spunti della sessione plenaria di venerdì, i partecipanti (oltre ottocento le presenze registrate) hanno dato vita, nell'intera giornata di sabato 10 novembre, ai numerosi workshop di approfondimento, distribuiti nelle aule della Fiera Milano di Rho-Pero.

Diciotto i filoni tematici dei workshop, nei quali molti esperti FIAB erano tra i relatori:
1. Pianificazione delle reti e progettazione delle infrastrutture
2. Modelli istituzionali
3. L'integrazione modale, le bici sul treno e nel trasporto pubblico locale
4. Modelli economici e mobility management
5. Sicurezza del ciclista e moderazione del traffico
6. Promozione e turismo
7. Riforma del Codice della Strada (CdS)
8. Itinerari e grandi reti ciclabili
9. Adeguamento della legislazione nazionale e regionale
10. Fruizione sostenibile delle aree protette
11. Aggiornamento dei regolamenti tecnici e della progettazione
12. Accessibilità, supporti e promozione
13. Benefici sull'ambiente e il territorio
14. L'educazione allo sport
15. Benefici sull'individuo
16. L'agonismo: organizzazione e formazione
17. Sicurezza delle biciclette e dei dispositivi di protezione individuale
18. L'educazione alla mobilità nell'età scolare e per gli adulti

Nel corso di uno dei seminari più "caldi", quello sul tema della intermodalità con i mezzi pubblici, è emerso il grave ritardo culturale del vettore ferroviario italiano.
Dopo lo scioglimento del monolitico Ente Ferrovie dello Stato, con le cui rigidità burocratiche ogni confronto era una missione impossibile, la moltiplicazione dei soggetti titolati (Trenitalia, Rfi, Grandi Stazioni, Cento Stazioni, etc.), lo spacchettamento di competenze e responsabilità, l'assenza di coordinamento, la frequente rotazione e la permanente instabilità delle figure di riferimento dirigenziali, hanno creato più di una difficoltà, se è vero che, ancora oggi, l'offerta di strutture e servizi per la mobilità ciclistica è spesso carente, quando non del tutto assente e con poche e ristrette aree di soddisfazione: ad esempio, si è citato il caso della Stazione Centrale di Milano, una delle più grandi ed importanti d'Italia, dove il progetto di ristrutturazione attualmente in corso di esecuzione, per importi da milioni di euro, non prevede praticamente nulla in termini di accessibilità ciclistica. Errori progettuali, sicuramente, ma anche deficit della committenza che non ha evidentemente saputo tenere conto di bisogni attuali e futuri.
Si è dunque ribadito che bici e mezzi pubblici sono alleati nella lotta contro traffico e inquinamento e per una migliore mobilità, consapevoli che, nel settore dei trasporti, l'offerta modifica la domanda e che, anche per questo, è indispensabile una piena collaborazione dei diversi soggetti, a partire dai responsabili manageriali delle aziende del pubblico trasporto.

Domenica 11, al termine della sessione plenaria del mattino, dove sono state riportate le sintesi dei lavori dei diversi workshop del giorno precedente, i partecipanti alla conferenza nazionale hanno approvato per acclamazione il documento conclusivo dei lavori, che è accessibile al seguente link: http://www.bici2007.it/bici/manifesto/index.html.
I lavori saranno oggetto di organizzazione e pubblicazione attraverso il medesimo sito istituzionale.

Le presentazioni dei relatori FIAB, che hanno dimostrato l'importanza del ruolo e delle autentiche competenze della nostra associazione, sono disponibili a questo indirizzo.

La FIAB ha inoltre presentato cinque quaderni tecnici del "Centro Studi FIAB Riccardo Gallimbeni" sui seguenti argomenti: Bicicletta, sicurezza stradale e mobilità sostenibile (a cura di E. Galatola); Bicitalia, Rete Ciclabile Nazionale, Linee guida per la realizzazione (C. Pedroni); Il Codice della Strada e la bicicletta (E. Chiarini); Un'idea per il cicloturismo. L'esperienza di Albergabici della FIAB (M. Mutterle); Girogirotonda. La protezione dei ciclisti nelle rotatorie stradali (A. Marescotti - M. Caranti).
Questi interessanti documenti sono scaricabili dal sito FIAB http://www.fiab-onlus.it/.

Almeno due primi parziali effetti positivi della Conferenza nazionale della bicicletta ci sono stati, anche a Milano: la presentazione pubblica, da parte dell'assessore Croci, del Piano della Mobilità Ciclistica, che ora si apre finalmente alla fase della consultazione civica, prima della sua definitiva approvazione, e l'annuncio dell'avvio del servizio di Bike Sharing sul modello parigino.

Ora attendiamo le prime realizzazioni. La credibilità della nuova attenzione politica pro-bici deve partire dal rispetto degli impegni. Misurandosi in modo coerente con i contenuti e gli obiettivi.

Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus)

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Cari amici,
durante e al termine della Prima Conferenza Nazionale della Bicicletta - che ha avuto un grande successo - ci siamo lamentati del disinteresse della stampa nazionale, anche con un messaggio inviato a questa lista il 12 novembre scorso. In realtà, ha fatto eccezione La Repubblica sul quale venerdì 9 novembre è apparso nelle pagine nazionali un bell'articolo di Cecilia Gentile, che potete vedere a questo link: http://www.ciclodi.it/Repository/files/F_255_rep1_101107b.pdf.

Gli atti della conferenza e il materiale che ha prodotto la FIAB per i lavori della stessa (presentazioni, quaderni tecnici, tesi) sono scaricabili dal seguente sito  www.ciclodi.it/notizia.asp?IdN=1357.

Grazie per l'attenzione.

Mik

Per la Segreteria Organizzativa FIAB 
 

NUOVO SITO DI TUTTINBICI

 

pc_ttbc.jpg Da febbraio 2008 Tuttinbici ha un nuovo sito Internet, sempre raggiungibile al consueto indirizzo: www.tuttinbici.it . Le novità sono molte: una grafica migliorata e più accattivante (pur mantenendo una certa continuità con la precedente), una più chiara e razionale divisione delle materie, un accesso più semplice che favorisce la consultazione.
Particolare attenzione è stata posta al recupero dell'archivio dell'Associazione, che rende disponibile gran parte del materiale prodotto negli ultimi anni: documenti, articoli di giornale, fotografie.

Ora siamo finalmente in possesso di uno strumento che possiamo gestire in modo completo e autonomo, indispensabile per un'Associazione che ha visto crescere il numero dei propri soci e consolidarsi nel territorio l'esigenza di una "mobilità sostenibile".

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Rivista BC: il mondo della bicicletta

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Le mappe della Rete Ciclabile Nazionale
 
 
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Tutte le strutture idonee ai ciclisti  
 
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Dove, come e quando pedalare
 

Programma 2017

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Mobilità sostenibile, l'esperienza di V.E.Lo.C.e. (Veloce Logistic Center

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Bicicletta nel cortile condominiale

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Settimana della mobilità sostenibile in bicicletta

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La ciclabile dell’Oglio dal Tonale a Mantova

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Vacanze in bici. Sì o no?

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Partecipa alla ricerca
 

In bici su tutti i nuovi treni nel Friuli Venezia Giulia

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Priorità alla sicurezza attiva

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Dalla parte di chi pedala ogni giorno

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La piattaforma della FIAB per il Treno+Bici

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I Video

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FACCIAMOCI VEDERE !

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Campagna FIAB 2014
Il ciclista illuminato
di sera e di notte sempre visibili

Nuovi giubbini rifrangenti FIAB nelle ore serali
 
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In bici fatti notare!